Si è tenuto il 18 marzo 2026, presso la Fondazione Lercaro di Bologna, il convegno “Giovani e futuro: lavoro, relazioni, digitale e ruolo educativo degli adulti”, promosso da AECA a partire dai risultati della terza edizione dell’Osservatorio nazionale “Giovani e Futuro”, realizzato da Fondazione ENGIM e Community Research & Analysis.
L’incontro, moderato da Michele Zarri, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, mondo della formazione, ricerca e realtà educative, con l’obiettivo di approfondire lo sguardo delle nuove generazioni su lavoro, futuro, relazioni e digitale.
Ad aprire i lavori è stato il richiamo al valore dell’ascolto dei giovani e alla necessità, per il mondo adulto, di superare letture stereotipate per comprendere realmente i cambiamenti in atto.
Nel suo intervento istituzionale, Gino Passarini (Direttore generale Educazione, Scuola, Formazione e Università della Regione Emilia Romagna) ha sottolineato il ruolo strategico dell’istruzione e della formazione come leve fondamentali per lo sviluppo del territorio e per la costruzione di percorsi di autonomia dei giovani, evidenziando come la formazione professionale rappresenti un elemento strutturale del sistema educativo e produttivo regionale.
Il professor Daniele Marini (sociologo docente università di Padova) ha quindi presentato i principali risultati dell’Osservatorio, restituendo il profilo di una generazione consapevole delle complessità del presente ma orientata al futuro, che ridefinisce il rapporto con il lavoro, i valori e le relazioni. Tra gli elementi emersi, la centralità del digitale, il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale e la richiesta di adulti credibili e punti di riferimento affidabili.
Particolarmente significativa la riflessione di Monsignor Erio Castellucci (teologo, arcivescovo diocesi di Modena e vescovo di Carpi), che ha sviluppato il tema degli “adulti sbiaditi”, sottolineando la necessità di ricostruire relazioni educative fondate su fiducia, autenticità e responsabilità.
Suor Manuela Robazza (presidente nazionale CIOFS-FP ETS) ha richiamato l’importanza di “avere a cuore” i giovani, invitando gli adulti a uscire da posizioni giudicanti per mettersi accanto alle nuove generazioni.
Padre Antonio Lucente (presidente nazionale ENGIM) ha evidenziato il valore dell’ascolto come primo atto educativo e la necessità di rafforzare l’alleanza tra formazione, lavoro e comunità.
Nel dibattito è stata ribadita l’importanza di tradurre i risultati della ricerca in azioni concrete, capaci di incidere realmente sui percorsi educativi.
A chiudere i lavori è stato il presidente di AECA, Giuseppe Pagani, che ha sottolineato come i giovani non rifiutino il lavoro, ma lo collochino all’interno di un equilibrio più ampio tra vita, relazioni e benessere, richiamando la necessità di rafforzare l’alleanza educativa tra tutti i soggetti coinvolti.
Il convegno ha confermato l’urgenza di continuare a investire nell’ascolto dei giovani e nella costruzione di percorsi formativi capaci di accompagnarli in modo efficace dentro le trasformazioni in atto.